Musica dei Gun’s Roses
RIBADISCO…
1) Poiché conveniamo che rivestire un incarico politico non vuol dire servire se stesso o un concetto astratto e/o burocratico di partito ma le persone che lo compongono – soprattutto nella sua componente maggioritaria, che rappresenta la base, composta da iscritti, simpatizzanti, elettori, semplici cittadini – mi sento di poter affermare che la nomina a membro di un organismo direttivo non può (e mai dovrebbe) avvenire per autoreferenzialità, neppure se successivamente sottoposta a ratifica in sede congressuale.
In entrambe le occasioni collegiali di cui sono stata testimone è mancato un vero, reale, formale quanto democratico lavoro preparatorio con i nostri iscritti, di cui dovremmo rappresentare esigenze, bisogni, desideri, idealità.
Un congresso, a mio modesto parere, si prepara a partire da un documento programmatico precongressuale prodotto dall’organismo uscente, sottoposto a discussione sistematica attraverso incontri, riunioni, assemblee con gli iscritti che devono essere chiamati ad approvare o, in alternativa, a produrre emendamenti o persino controdocumenti su cui confrontarsi. Si discute, ci si misura e la difesa della propria posizione potrà essere anche dura, persino in sede congressuale. Alla fine della discussione tutti gli emendamenti e/o i documenti verranno sottoposti al voto per l’approvazione di quello che risulterà essere il più condiviso: il documento vincente.
Allora, e solo allora, la decisione varata dal Congresso, sarà e dovrà essere patrimonio condiviso e appartenente a tutti, i quali saranno chiamati ad attenervisi: questo (e per me solo questo) significa contarsi.
Si potrà obiettare: “Ma in questo modo potrebbero affermarsi documenti che rischierebbero di stravolgere la linea del Partito!”. E’vero, il rischio c’è, ma la forza di un Partito risiede, o dovrebbe risiedere, nella capacità dialettica di dimostrare (e mai di imporre) la giustezza della propria posizione e, attraverso tale capacità di convincimento, far prevalere la linea più corretta.
GIAMPAOLO GIULIANI AVEVA RAGIONE: L’INGV scopre il radon
Sensazionale!
L’INGV
(Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)
annuncia di aver scoperto che…
…il radon permette di prevedere i terremoti:
e Giampaolo Giuliani cosa diceva???
Dal canale di Byoblu:
http://www.youtube.com/user/byoblu?blend=1&ob=4
L’articolo di cui si parla nel video è consultabile all’indirizzo:
Complimenti all’INGV.
Ma anche a Giuliani…
Gli schiavi di Rosarno
Due immigrati extracomunitari sono stati feriti ieri 7 gennaio a Rosarno con un fucile a pressione.
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Ita…
Altri due nel pomeriggio sono stati feriti durante una sparatoria prodotta da cittadini a Laureana di Borrello, centro al confine con Rosarno e a pochi chilometri dall’ex fabbrica Rognetta dove vive una comunita’ di extracomunitari.
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/?id=…
Ancora altri due sono stati colpiti con spranghe e bastoni sulla Ss 18, che collega Rosarno a Gioia Tauro, uno di essi sarebbe grave.
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/?id=…
In tutto 37 feriti di cui uno in fin di vita.
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/noti…
La notte della Befana
Nella notte fredda e scura
danza un ombra sopra i tetti,
viaggia e non ha paura,
va da ricchi e poveretti.
Entra senza far rumore
nè fruscio di sottana,
dona a tutti con il cuore
perchè lei è la Befana.
E’ un’agile vecchina,
vola con grande destrezza
sulla scopa di saggina
e non mostra la stanchezza.
Lancia un dono dal camino,
alla Terra gira intorno:
fa contento ogni bambino,
poi a casa fa ritorno.
(LacorNacchia)
456 persone in Italia non festeggeranno questo Capodanno: sono i morti sul lavoro dell’anno 2009.
Il Capodanno è alle porte e tutti si accingono a festeggiare il nuovo anno: giusto.
Tutti, meno 456 di noi (secondo http://lombardia.indymedia.org/node/12229 che vi invito a visitare ).
Sono i morti sul lavoro del 2009 in Italia, al 27 dicembre: persone che un anno fa erano con noi a festeggiare l’anno nuovo, ignari del fatto che quel Capodanno per loro sarebbe stato l’ultimo della loro vita. E non per cause naturali – il che sarebbe nell’ordine delle cose – ma per l’incuria e l’avidità di altri esseri umani che, in nome del “dio Profitto”, hanno consapevolmente barattato l’altrui vita con qualche “spicciolo” – si fa per dire – in più.
Le chiamano “morti bianche” ma in realtà sono nere: non solo perchè ogni morte è “nera” ma perchè spesso, quasi sempre, le vittime non risultano nemmeno nei libri paga dei loro “padroni”: padroni della loro vita. E della loro morte.
Da quando ci fu la strage alla Thyssen, ad ogni Capodanno il mio pensiero vola a Coloro che nel corso dell’anno che inizia perderanno la propria vita sul posto di lavoro: inconsapevoli (forse) salutano l’anno che ruberà loro la vita.
Non vi appaia fuori luogo questa riflessione alla vigilia del Capodanno:
se coltiviamo indifferenza raccoglieremo barbarie.
Per questo, nell’augurarci un sereno anno nuovo, rinnoviamo la consapevolezza che questa vergogna, in grado di mietere più vittime di una guerra, è resa possibile dal nostro silenzio e dalla nostra assuefazione. E fin quando continueremo a credere che un problema è tale solo se ci sfiora da vicino, i veri morti, dentro, saremo noi. Allora…
BUON CAPODANNO!
Visita anche: http://cadutisullavoro.blogspot.com/
Giampaolo Giuliani prosciolto dal procurato allarme
Dal canale di Byoblu:
Qualcuno di voi ha ascoltato questa notizia al telegiornale?
MANIFESTAZIONE contro l’AMPLIAMENTO dell’AEROPORTO di AMPUGNANO – 21 novembre 2009
Bellissima manifestazione quella di ieri, organizzata dal Comitato di Ampugnano che ha chiamato a raccolta la cittadinanza di Siena e provincia per difendere il nostro territorio dal devastante progetto che, se realizzato, produrrebbe inquinamento dell’aria, dell’acqua ed acustico.
Dopo questo secondo successo pubblico il Comitato è ancora più forte dal momento che, è evidente, è sostenuto dalla parte attiva ed impegnata dei cittadini, da coloro che non si rassegnano ad affidare il proprio futuro a chi è disposto ad assumersene la delega solamente in funzione dei propri interessi.
L’esperienza del Comitato di Ampugnano sta insegnando a tutti noi qual’è il valore dell’ autogestione dal basso, della condivisione democratica e dell’onestà intellettuale: una lezione che rischiavamo di dimenticare in una dimensione politica sempre più marcata da caratteristiche di regime.
Questo dunque è l’unico modo per contare e per decidere, non dimentichiamolo e comunichiamolo anche agli altri!
Cliccare sulle singole foto per visualizzarle interamente.
10 DOMANDE per i parlamentari dell’Idv (Camera, Senato, Parlamento europeo)
Cari amici,
MicroMega ha chiesto a due suoi collaboratori, Salvatore Borsellino e Andrea Scanzi, tra loro diversissimi per storie politiche ma che hanno manifestato entrambi grande interesse e speranza per il contributo che l’Italia dei valori può dare a un radicale rinnovamento dell’attuale opposizione, di formulare le domande che considerano più urgenti e sulle quali ritengono che dai vertici del partito fin qui risposte sufficientemente chiare non siano arrivate.
Spero proprio che ciascuno di voi voglia rispondere (redazione@micromega.net). Non però con un unico testo, ma puntualmente: bastano poche righe per ogni domanda, ma importante, per la chiarezza del dibattito, è che siano davvero risposte a tutte le domande, nessuna esclusa.
A nome dei lettori, e dei tanti cittadini democratici che non si rassegnano, un grazie anticipato.
Paolo Flores d’Arcais
Le domande di Salvatore Borsellino
1 ) Di Pietro ha detto in una intervista che nelle liste di IDV non c’è un solo caso di incandidabilità, di immoralità e che tutti gli eletti e i candidati hanno il certificato penale al seguito, precisando che si intende per “immoralità” l’essere condannato con sentenza definitiva. Si rende conto l’Idv che, secondo questa lettura, un personaggio come Marcello Dell’Utri, non ancora condannato in via definitiva, sarebbe da ritenersi candidabile?
2 ) Nella stessa intervista Di Pietro ha affermato che Orazio Schiavone non è “neanche più condannato” perché il suo reato, secondo la “normativa successiva non è più neanche reato”. Lei ritiene che l’Idv possa candidare persone che hanno commesso reati che tuttavia, grazie alle depenalizzazioni del governo Berlusconi – ad esempio il falso in bilancio – “non sono più neanche reati”? Per quanto riguarda Porfidia, Di Pietro dice che non è vero che è indagato per il 426 bis, ma per un “banalissimo abuso d’ufficio” di quando era sindaco. Non pensa che la base di IDV, soprattutto i giovani, vogliano essere rappresentati da persone che non abbiano commesso neanche dei “banalissimi abusi”?
3 ) Di Pietro ha affermato che su 2500 eletti nell’IDV ci sono appena 32 persone che provengono da esperienze politiche precedenti. La cifra sembra molto bassa, ma se anche fosse, non pensa che sia un problema che queste persone abbiano in parecchi casi una storia caratterizzata da disinvolti salti da uno schieramento all’altro che dimostrano, se non altro, una spiccata tendenza all’opportunismo e al trasformismo?
4 ) Nel raduno di Vasto sono intervenuto dicendo che per la prima volta avevo accettato di partecipare ad un raduno nazionale di un partito perché in quel partito mi sentivo a casa mia e con me si sentivano “a casa” i tanti giovani che si riconoscono nel movimento delle “Agende Rosse”. Dissi anche che mi sarei sentito a casa mia fino a quando anche quei giovani si fossero sentiti a casa loro. Possiamo sperare, sia io che questi giovani, che il processo in atto per fare veramente diventare IDV il partito della Giustizia, della Legalità, della Società Civile prosegua ed arrivi a compimento in maniera da farci sentire “definitivamente” a casa nostra?
5 ) Non pensa che sarebbe necessario dare una ulteriore spinta alla “democratizzazione” interna arrivando a pensare ad un segretario eletto dalla base attraverso delle “primarie”? Negli incontri che faccio in tutte le regioni d’Italia, per la maggior parte organizzati da giovani, raccolgo un diffuso senso di disagio: molti sono entrati con entusiasmo in IDV ma oggi si sentono scoraggiati perchè non hanno la possibilità, a causa degli ostacoli posti dai dirigenti locali del partito, di tradurre in attività concreta la loro adesione. Non crede che questa situazione possa portare questi giovani ad un passo indietro rispetto alla loro militanza in IDV, e a frenare l’ingresso di tanti altri giovani che potrebbero essere una iniezione di forze nuove, attive e spesso entusiaste?
Salvatore Borsellino
Le domande di Andrea Scanzi
6 ) L’Italia dei Valori è diventato il privilegiato approdo di molti delusi da sinistra, più per demeriti altrui che per meriti propri. E’ un partito che usufruisce di voti fluttuanti, radicalizzati ma non radicati. Un voto “in assenza di”: non un’adesione pienamente convinta. Quando scatterà – se scatterà – l’appartenenza?
7 ) L’immagine attuale dell’Italia dei Valori è quella di un partito in cui le personalità maggiori coincidono con Di Pietro e De Magistris: due ex magistrati. E’ normale o piuttosto il segnale che il “giustizialismo” può diventare un assillo, quasi una devianza patologica?
8 ) La questione morale è centrale nell’Italia dei Valori. L’inchiesta di MicroMega sembra però avere infastidito la nomenklatura. Per chi fa politica come l’Idv, sempre sull’orlo del populismo, è costante il rischio che a furia di fare i Robespierre prima o poi spunti un Saint-Just a rubarti scena (e testa). Non è per questo particolarmente sbagliato minimizzare i problemi interni (per quanto inferiori alla media)? Non avvertite l’esigenza di dimostrare che le Sonia Alfano e i Gianni Vattimo non erano specchietti per le allodole?
9 ) Il momento più basso dell’Idv è stato il voto contrario alla Commissione d’Inchiesta sulle mattanze a Bolzaneto e Scuola Diaz, quando il vostro partito era al governo. E’ di queste settimane il calvario di Stefano Cucchi. L’impostazione “poliziottesca” dei quadri dirigenziali dell’Idv (emblematico il caso Giovanni Palladini) può portare a una sottovalutazione di vicende analoghe? La vostra attenzione alla legalità contempla anche il garantismo e il coraggio di non reputare intoccabili magistrati e forze dell’ordine?
10 ) L’Italia dei Valori prospera per la risibile debolezza del Pd e perché il bipolarismo italiano è drammaticamente atipico: non centrosinistra e centrodestra, ma berlusconiani e antiberlusconiani. Questa radicalizzazione avvantaggia un partito di lotta come l’Idv: di lotta, ma non di governo. Cosa farà l’Italia dei Valori quando Berlusconi non ci sarà più? Non è un partito che, paradossalmente, per prosperare ha bisogno anzitutto del Nemico?
Andrea Scanzi
(9 novembre 2009)



















