Quando viene…settembre

fiori di pratoA Giada

bambina con candelaSei nel cuore.

Published in: on 27 settembre 2009 at 18:05  Lascia un commento  

GIU’ LE MANI DA GINO STRADA!

VERGOGNA! Ma non a Gino Strada…

CORSERAvsStrada

Ed ora ditemi se non ha ragione il Dott. Strada…

http://it.peacereporter.net/articolo/17876/Afghanistan%2C+un+milione+e+mezzo+di+euro+al+giorno

Scrivete al Corriere di Siena la vostra opinione:

corrsiena@edib.it

FAX: 0577/270132

Vittime di una guerra che chiamiamo “pace”

Oggi, 20 settembre 2009, sono rientrate in Italia le salme dei militari italiani che, insieme ad un numero imprecisato di vittime civili afgane, hanno perso la vita lo scorso 17 settembre a causa di un attentato ad opera dei talebani a Kabul.

“La missione Isaf (Forza internazionale di assistenza alla sicurezza), cui partecipa l’Italia, ha cambiato natura da quando la Nato, con un atto unilaterale, ne ha assunto nell’agosto 2003 la direzione senza alcun mandato del Consiglio di sicurezza dell’Onu, che solo dopo ne ha preso atto. A guidare la missione, dunque, non è più l’Onu ma la Nato, che sceglie i generali da mettere a capo dell’Isaf. E poiché il «comandante supremo alleato» è sempre un generale statunitense, la missione Isaf è di fatto inserita nella catena di comando del Pentagono.

Che quella in Afghanistan sia una guerra condotta non solo contro i combattenti ma contro i civili, viene confermato dall’uso dei bombardieri pesanti statunitensi (B-52H e B1B ) i quali, sganciando ciascuno da alta quota decine di tonnellate di bombe e missili, fanno terra bruciata. Dopo 5 anni e mezzo si parla di 250-300 mila morti in Afghanistan di cui almeno l’80% civili.

Lo scopo di questa guerra è ben altro di quello dichiarato: non la liberazione dell’Afghanistan dai talebani, che erano stati addestrati e armati in Pakistan in una operazione concordata con la Cia per conquistare il potere a Kabul, ma l’occupazione dell’Afghanistan, area di primaria importanza strategica per gli Stati Uniti. Per capire il perché basta guardare la carta geografica: l’Afghanistan, in cui gli Usa hanno installato basi militari permanenti, è al crocevia tra Medio Oriente, Asia centrale, meridionale e orientale. In quest’area si trovano le maggiori riserve petrolifere del mondo. Si trovano tre grandi potenze – Cina, Russia e India – la cui forza complessiva sta crescendo e influendo sugli assetti globali. Da qui la necessità per gli Stati Uniti di «pacificare» l’Afghanistan per disporre senza problemi del suo territorio in questo grande gioco di potenze.”

Franca Rame 2006-06-30 22:44

http://www.francarame.it/?q=node/148

Vuelvo…

Published in: on 19 settembre 2009 at 20:18  Lascia un commento  

Quisiera tener alas para volar

 Quisiera tener alas para volar,
para volar,
quisiera tener alas para volar,
quisiera tener alas para volar.
Para volar
cruzar por el espacio en libertad
cruzar por el espacio en libertad.
En libertad, como los pajarillos
en libertad
que nadie me pregunte: ¿a dónde vas?

Camino sin fronteras quisiera ser,
quisiera ser,
camino sin fronteras quisiera ser,
camino sin fronteras quisiera ser.
Quisiera ser,
sin prisa ni motivo para volver
sin prisa ni motivo para volver.
En libertad, como los pajarillos,
en libertad,
que nadie me pregunte: ¿a dónde vas?

Quisiera ser espuma y ola en el mar,
ola en el mar,
quisiera ser espuma y ola en el mar,
quisiera ser espuma y ola en el mar.
Ola en el mar
que llega hasta la orilla y vuelve atrás
que llega hasta la orilla y vuelve atrás.
En libertad, como los pajarillos,
en libertad.
Que nadie me pregunte: ¿a dónde vas?

Un beso cada día al despertar,
al despertar,
un beso cada día al despertar,
un beso cada día al despertar.
al despertar,
de labios que te dejen en libertad
de labios que te dejen en libertad.
En libertad, como los pajarillos,
en libertad.
Que nadie me pregunte: ¿a dónde vas?

Vorrei avere ali per volare,
per volare,
vorrei avere ali per volare,
vorrei avere ali per volare.
Per volare,
girare per lo spazio in libertà,
andare per lo spazio in libertà.
In libertà, come gli uccellini,
In libertà.
Che nessuno mi domandi: dove vai?

Cammino senza confini vorrei essere,
vorrei essere,
cammino senza confini vorrei essere,
cammino senza confini vorrei essere.
Vorrei essere,
senza fretta né motivo per tornare,
senza fretta né motivo per tornare.
In libertà come gli uccellini,
In libertà.
Che nessuno mi domandi: dove vai?

Vorrei essere spuma e onda nel mar,
onda nel mar,
vorrei essere spuma e onda nel mar,
vorrei essere spuma e onda nel mar.
Onda nel mar,
che arriva fino alla riva e torna indietro,
che arriva fino alla riva e torna indietro.
In libertà come gli uccellini,
In libertà.
Che nessuno mi domandi: dove vai?

Un bacio ogni giorno al risveglio,
al risveglio,
Un bacio ogni giorno al risveglio,
Un bacio ogni giorno al risveglio.
Al risveglio,
di labbra che ti lascino in libertà,
di labbra che ti lascino in libertà.

In libertà come gli uccellini,
In libertà.
Che nessuno mi domandi: dove vai?

Published in: on 12 settembre 2009 at 15:54  Lascia un commento  
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EMERGENZA CAVE in Italia

Ogni anno in Italia dalle 6mila cave attive vengono prelevati circa 142 milioni di metri cubi di inerti. Sabbia e ghiaia, usati soprattutto in edilizia, da cui i cavatori ricavano 1 miliardo e 735 milioni di Euro l’anno ma che fruttano alle regioni neanche 53 milioni di Euro.

(Da: http://www.lanuovaecologia.it/view.php?id=11047&contenuto=Notizia)
CAVA CASERTA 22-luglio-2008
 Gli inerti o aggregati sono una larga categoria di materiali minerali granulari particellari grezzi usati nelle costruzioni e possono essere naturali, artificiali o riciclati da materiali precedentemente usati nelle costruzioni. Comprendono in via esemplificativa: sabbia, ghiaia, pietrisco, argilla espansa, vermiculite e perlite. Gli inerti sono utilizzati in edilizia principalmente come componenti di materiali composti come i conglomerati cementizi e i conglomerati bituminosi.
 La ghiaia è un materiale che proviene dalla naturale frantumazione di roccia compatta, non friabile, non idrosolubile (ad esempio il gesso), non polverulenta, con buona resistenza al gelo e a compressione. Il processo avviene in tempi geologici.
Tali materiali possono essere impiegati, per opere di riempimento, per la preparazione del calcestruzzo o come sottofondo per la realizzazione delle pavimentazioni stradali.
 Gli inerti naturali impiegati per la confezione dei calcestruzzi ordinari sono costituiti da:
  • ghiaie e sabbie alluvionali estratte da letti di fiume o da cave;
  • pietrischi o sabbie provenienti dalla frantumazione di rocce.
(Da: http://it.wikipedia.org/wiki/Inerte, http://it.wikipedia.org/wiki/Ghiaia)

 inerti-vari_2

A dettare le regole per l’attività estrattiva dovrebbero essere oggi le Regioni, a cui sono stati trasferiti i poteri in materia nel 1977.  Ma le Regioni sembrano guardare con disinteresse alla materia, mentre le entrate degli enti pubblici dovute all’applicazione dei canoni sono ridicole in confronto al volume d’affari del settore. A fare i conti dell’attività estrattiva nel Belpese è Legambiente che in un dossier quantifica in 500 milioni di euro i soldi che Stato e Regioni rinunciano a incassare “svendendo” il territorio ed esponendolo al pericolo dell’illegalità.

“Con oneri di concessione per l’attività estrattiva così bassi – continua Cogliati Dezza – l’Italia continuerà a essere devastata dalle cave, sono circa 10mila quelle dimesse. E si rinuncia a promuovere un settore innovativo come quello del recupero degli inerti provenienti dalle demolizioni in edilizia, che può sostituire quelli di cava, come sta avvenendo in molti Paesi europei e che consente di avere molti più occupati e di risparmiare il paesaggio”

“Uscire da una gestione troppo spesso illegale o condotta con mentalità predatoria, recuperare aree del Paese che sembrano abbandonate a se stesse, curare le ferite del paesaggio è quanto mai urgente.” 27 maggio 2009

(Da: http://www.lanuovaecologia.it/view.php?id=11047&contenuto=Notizia)
 IL CICLO DEL CEMENTO E L’USO DEL TERRITORIO
L’ATTIVITA’ DI ESCAVAZIONE COSTITUISCE UN ELEMENTO INTEGRANTE DEL “CICLO DEL CEMENTO” CHE GOVERNA UNA PARTE CHIAVE DELL’ECONOMIA DEL PAESE CON CONSUMI PRO CAPITE DI GRAN LUNGA I PIU’ ELEVATI DEL MONDO. IN ITALIA SI CONSUMANO OLTRE 40 MILIONI DI TONNELLATE DI CEMENTO ALL’ANNO. PER REALIZZARE TALE PRODUZIONE OCCORRONO CIRCA 500 MILIONI DI TONNELLATE DI INERTI DA CALCESTRUZZO E DI MARNE E CIRCA 1 MILIARDO DI TONNELLATE DI ALTRI MATERIALI NECESSARI AI RILEVATI, AI TERRAPIENI, ALLE SCOGLIERE, ALLE SCARPATE, ECC. (G. Cannata, 1989)
 L’ATTIVITA’ DELLE CAVE HA ROVINATO PER SEMPRE MOLTE COLLINE E MOLTI ALVEI DEI FIUMI PER ESTRARRE I MATERIALI DA COSTRUZIONE, GHIAIA E SABBIA. (O. Di Mauro, E. Gardiol, 1989)
 PER COSTRUIRE L’AUTOSTRADA DEL SOLE DAL FIUME PANARO NEL MODENESE SONO STATI ESTRATTI IN UN ANNO E MEZZO, 1.200.000 mc DI GHIAIA. SECONDO IL MINISTERO DELL’AMBIENTE: ”NEL 1981 PER OGNI ABITANTE ITALIANO VENIVANO ESTRATTE 6 t DI MATERIALI, CON UNA PRODUZIONE ANNUA DI 329 MILIARDI DI TONNELLATE, MOLTE DELLE QUALI ESPORTATE. ESPORTIAMO COSI’ MATERIALI A BASSO COSTO MA AD ELEVATO DISTURBO AMBIENTALE”. (Ministero dell’Ambiente)
(Da: http://www.legambientecaserta.it/altro/Le_cave_a_Caserta.pdf)
Published in: on 4 settembre 2009 at 23:15  Lascia un commento  
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NIENTE DA FESTEGGIARE

Da:  http://comeunuomosullaterra.blogspot.com

Un anno di violazioni e violenze ai danni di migliaia di migranti africani.

 Continua la raccolta di firme per la petizione di “Come un uomo sulla terra” e Fortress Europe, con la quale si chiede l’avvio di due missioni in Libia, una d’inchiesta e una umanitaria, per verificare le condizioni dei migranti nei centri di detenzione e deportazione. Già in 15.000 hanno firmato.
 In occasione della visita di Silvio Berlusconi a Tripoli, gli autori e la produzione di “Come un uomo sulla terra”, il documentario che da un anno dà voce alle testimonianze dei migranti africani vittime degli accordi italo-libici, rilanciano in collaborazione con Fortress Europe la petizione per avviare delle missioni istituzionali nei centri di detenzione in Libia.
La petizione è rivolta ai Parlamenti Italiano ed Europeo, alla Commissione Europea e all’UNHCR ed ha già raccolto on line e su carta quasi 15000 firme.
 Ad un anno di distanza dalla firma dell’accordo tra Italia e Libia, le motivazioni a sostegno delle richieste contenute nella petizione sono ancora più urgenti. Le notizie succedutesi negli ultimi mesi, in particolare dopo la svolta radicale avviata dai respingimenti voluti dal Ministro Maroni, danno conferma della necessità di avviare misure di controllo sulle modalità con cui lo Stato Libico gestisce, su richiesta e con finanziamenti italiani, la detenzione e la deportazione di migliaia di donne e uomini africani. Ormai si conoscono le condizioni disumane di detenzione, le violenze anche mortali della polizia libica e l’assoluta mancanza di tutela di diritti umani fondamentali, tra cui il diritto d’asilo.
 Questa situazione ha fatto sì che a chiedere missioni di verifica siano non solo organizzazioni internazionali come UNHCR, ma anche alte cariche istituzionali come il Presidente della Camera Gianfranco Fini e il Presidente del COPASIR Francesco Rutelli, oltre a vari esponenti dei gruppi parlamentari di opposizione. Prendiamo atto con favore di queste posizioni e uniamo le nostre voci a quelle dei firmatari della petizione, affinché queste missioni siano finalmente possibili.
 Oggi, in questa giornata in cui ci sembra non ci sia proprio niente da festeggiare, chiediamo a tutti gli italiani che credono nella tutela dei diritti umani e nella costruzione di una civiltà democratica migliore,  di firmare la petizione entro il 13 settembre attraverso il sito del film: http://comeunuomosullaterra.blogspot.com.
 Noi ci impegniamo a consegnare ufficialmente le firme ai destinatari entro la fine del mese di settembre, organizzando per l’occasione un momento di confronto serio, convinti che sia ormai non solo necessario ma anche possibile avviare al più presto missioni di verifica e di inchiesta in Libia.
Autori e Produzione “Come un uomo sulla terra”.

CRONACA DI UNA VERGOGNA ANNUNCIATA

Se fossero stati Europei non li avrebbero abbandonati in mare. Se su quell’imbarcazione ci fossero stati 75 inglesi o francesi o tedeschi, spagnoli, italiani, greci e così via…non si sarebbero rifiutati di soccorrerli.

Erano migranti: Africani. Erano potenziali clandestini. Forse non erano “persone” per chi li ha incrociati.

20 giorni in mare, senza più cibo nè acqua: ridotti a bere…il mare. Hanno incrociato varie imbarcazioni ma nessuno li ha aiutati. Solo l’ultimo, un pescatore, ha offerto loro acqua e cibo.

Sono rimasti in cinque, tutti gli altri riposano tra le onde del mare a cui pietosamente sono stati affidati una volta che la loro esistenza si è conclusa lì, su quella barca sgangherata.

In questa tragedia è l’Umanità, nel suo insieme, a perdere la propria dignità:

nessuno si senta esente.

Published in: on 22 agosto 2009 at 01:34  Lascia un commento  
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Gli ultimi giorni di Lev

(continua…)

Published in: on 12 agosto 2009 at 11:09  Lascia un commento  

Per non dimenticare che LA STORIA SIAMO NOI

La storia non è fatta dai burocrati di partito ma dalle persone comuni, che ci mettono il cuore, la mente ed il loro futuro.

Potete aver vinto una battaglia ma la vittoria sarà dell’Umanità perchè…

LA STORIA SIAMO NOI!

“Siamo noi che scriviamo le lettere,

siamo noi che abbiamo tutto da vincere o tutto da perdere.”

Video prodotto da

LacorNacchia

http://www.youtube.com/user/LacorNacchia

Published in: on 30 luglio 2009 at 17:36  Lascia un commento  
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